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L'Albicocco

Albicocca San Castrese

Albicocchi (link per vedere le varietà)

Famiglia: Rosaceae
Genere: Prunus
Specie: Prunus armeniaca (= Armeniaca vulgaris Lam.)

Originario della Cina, Asia centrale e zona iranocaucasica.
Tra le specie affini si ricordano il Prunus brigantiaca Vill., presente sulle Alpi francesi, il Prunus ansu Kamar, coltivato nelle zone umide del Giappone e della Cina orientale e il Prunus mume Sieb. e Zucc. (albicocco giapponese).

La sua fioritura precoce lo rende più soggetto a danni da ritorni di gelate, nel periodo primaverile, e per questo motivo è oggi più usato nel sud Italia.

L'impollinazione: Le cultivar più usate da noi sono autocompatibili (anche se per motivi di allegagione conviene sempre averne più di una), mentre alcune cultivar di origine USA sono autoincompatibili; l'impollinazione è entomofila (tramite insetti), anche se sembra esserci qualche caso di cleistogamia (fruttificazione senza impollinazione) nelle autocompatibili, non è possibile produrre senza impollinatori.

I portainnesti:
- Albicocco franco
- Mirabolano da seme (P. cerasifera)
- Manicot GF 1236
- Mirabolano 29C
- Mr. S. 2/5
- Montclar( P.persica) sensibile ai nematodi
- Ishtara (P. cerasifera x P. persica).

Esigenze: Si adatta a molti ambienti grazie a combinazioni cv/portinnesto. Necessita di un periodo di freddo che, se non soddisfatto comporta anomalie fiorali ed elevata cascola delle gemme; principale fattore limite è l'eccesso di umidità nel terreno e nell'aria, inoltre è sensibile all'asfissia radicale.

Le forme di allevamento diffuse sono il vaso a tre branche (sesto 5 x 3-4 m), vaso semilibero a 4-5 branche (sesto 4,5 x 3 m), vaso ritardato, e fusetto (sesto 4,5 x 2 m) per impianti ad alta densità, comunque la specie preferisce il volume, non la forma appiattita.

L’irrigazione è auspicabile nella quantità di 2000m3/ha tra maggio-settembre (in base alla stagione). Per la concimazione è da ricordare che è una pianta che richiede molto Azoto (N), il quale però non va dato in abbondanza poiché produrrebbe molto legno debole, perciò si distribuisce in 4-5 volte in modo da dare alla pianta la possibilità di distribuirlo equilibratamente.

Elementi principali: N (100 kg), K (170 kg ogni 10 t di albicocche prodotte), Ca, Bo, P (40 kg), in produzione.


La potatura: come per altre specie la potatura dell'albicocco si basa sull’habitus di fruttificazione (decidere se produrre su dardi, rami misti, rami anticipati) ed anche sull'habitus vegetativo accotono o mesotono. Si tratta di una drupacea quindi ha gemme a fiore sui rami dell'anno in numero che va equilibrato dopo la differenziazione. Da non dimenticare che l'operazione di diradamento va eseguita alla fase dell'indurimento del nocciolo; dopo 20-30gg non si ottengono risultati.

Avversità: la malattia principale è la Sharka (Plant Pot Virus), poi tra le crittogame vi sono moniliosi (Monilia laxa e fructigena), l’oidio (Podosphaera oxycanthae) e tra le batteriosi Pseudomonas syringae, Agrobacterium e Xantomonas.