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Asimina triloba PRIMA 1216

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Fornite in vaso, l'aspetto può variare in base al periodo stagionale
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Famiglia: Annonaceae
Genere: Asimina
Specie: Asimina triloba
Cultivar: Prima 1216

Detto: "Pawpaw tree" / "Paw paw" / "Banano di montagna"

Genere di 8 specie di arbusti decidui e sempreverdi o piccoli alberi presenti su terreni ricchi e umidi in boschi e boschetti. Sono diffuse principalmente nelle regioni meridionali e nelle regioni orientali dell'America settentrionale. Le foglie sono intere e alterne. L'Asimina triloba, unica specie coltivata, ha fogliame vistoso, curiosi fiori solitari portati dai getti dell'anno precedente e frutti commestibili.

L'ASIMINA TRILOBA è un arbusto deciduo o alberetto con foglie verdi obovate, lunghe fino a 30cm, gialle in autunno. A tarda primavera compaiono i fiori a coppa, larghi 3-5cm, con 6 petali marrone-porpora (3grandi e 3 piccoli) circondati da tre grandi lobi del calice, solitari o in mazzetti. I frutti sono ovoidali. a forma cilindrica irregolare o leggermente curvi, lunghi fino a 12cm, verde-gialli, giallo-marroni a maturità. L'asimina

Asimina triloba PRIMA 1216. Cultivar autofertile di origine italiana, produce un frutto di ottima pezzatura e gusto, a forma ovale tondeggiante. La crescita molto lenta. Utilizzabile anche come impollinatore per altre varietà autosterili.

Dimensioni: 6 x 6m raggiunti lentamente, con portamento regolare, piramidale.
Fiori: fioritura a fine primavera.
Frutti: frutti (spesso singoli) di 200–250 g, polpa da giallo burro a ocra, buccia che ingiallisce a maturità, molto aromatica, buona. Pochi semi, in genere 6/8.
Maturazione: matura fra la metà di Settembre e Ottobre.
Terreni: fertili, ben drenati e umidi, ricchi di humus (PH da 5,5 a 7,5).
Posizione: pieno sole.
Esposizione: nelle regioni più fredde se riparata dai venti freddi da nord vive meglio.
Potatura: a riposo vegetativo eliminare e ordinare i rami incrociati o disordinati e quelli secchi (gruppo 1).
Peculiarità: i fiori vengono impollinati dalle mosche e altri ditteri. Tutte le parti della pianta tranne la polpa dei frutti maturi, è tossica per la presenza di sostanze ad elevata attività antimitotica (acetogenine), che impediscono la replicazione cellulare; queste sono allo studio per la loro efficienza nella cura dei tumori. La sua coltivazione non è pericolosa essendo praticamente impossibile l'intossicazione fortuita.

La pianta presenta una inconsueta sensibilità delle radici, nonostante sia a foglia caduca, la pianta non dovrebbe essere trapiantata a radice nuda. Durante la piantumazione bisogna fare attenzione affinchè la zolla contenente le radici non venga smossa. Periodo ideale dell'operazione, dopo le ultime gelate, ad inizio primavera (per le piantine più giovani), altrimenti l'autunno.

Temperatura min.: -20/-25°C. circa (in base all'età).
Malattie: nessuna.
Impollinatori: autofertile, migliora comunque l'allegagione in presenza di altre cultivar.